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Hubert de Givenchy

Jessica Binotto Scritto da 

Hubert de Givenchy Hubert de Givenchy OTTICA 2M

È MORTO HUBERT DE GIVENCHY

Si è spento nel sonno all’età di 91 anni Hubert de Givenchy, uno dei più grandi stilisti di Francia. A renderlo noto è stato il compagno Philippe Venet, attraverso la casa di moda LVMH.
È stato tra i più grandi interpreti di uno stile preciso e puro, ha vestito e reso famosa Audrey Hepburn trasformandola in una vera e propria icona di eleganza.
Ha creato abiti che sono stati indossati dalle donne più famose della seconda metà dello scorso secolo, da Jacqueline Kennedy alle principesse Grace e Caroline di Monaco, da Greta Garbo a Elizabeth Taylor.


GLI ESORDI

Hubert nasce nel 1927, nel primo dopoguerra arriva a Parigi per seguire la sua passione per la moda. Giovane ragazzo diciasettenne, rampollo aristocratico figlio del marchese de Givenchy, deciso a lavorare in una casa di moda anche contro la volontà della famiglia.
Sin dal debutto della sua prima collezione, le sue intuizioni creative segnano lo stile dell’epoca. Dopo poco entra a far parte dell’atelier di Jacques Fath, per poi passare a Piguet, Lelong e Schiaparelli. Questi sono per lui anni di formazione e di incontri in una Parigi frizzante e innovativa, intellettuale e ricca.
Vive la sua piena attività nello stesso periodo in cui era attivo anche Cristobal Balenciaga, che fu il suo nume e il suo mentore, il suo unico eroe e maestro.


CHRISTIAN, CRISTOBAL E HUBERT

Il periodo a cavallo tra gli anni Trenta e gli anni Cinquanta segna l’affermarsi sulla scena mondiale dei tre grandi nomi che segneranno il corso dell’alta moda e daranno vita al vero DNA dello stile femminile.
Cristobal Balenciaga si affaccia sulla scena mondiale portando con se il suo stile iberico e affascinante attraverso le sue esclusive creazioni sartoriali; una decina d’anni dopo, Christian Dior esordirà con la sua collezione New Look, che cambierà per sempre le sorti della moda nel secondo dopoguerra.
Il 1952 sarà l’anno di consacrazione per Givenchy, la sua collezione dal nome Les Séparables è la sublimazione dell’incontro tra gonne e bluse morbide. Il nome della collezione nasceva dal concetto di portare in passerella capi da mixare liberamente tra loro: avanguardia pura per l’epoca.
Da qui iniziò l’ascesa del fascinoso marchese de Givenchy.


IL FASCINO IMMENSO DI AUDREY

Nel 1953 l’incontro con Audrey Hepburn, un incontro che illuminava e commuoveva sempre gli occhi di monsieur Hubert, ogni volta che lo ricordava. L’attrice divenne da subito la sua musa, in un’epoca di femme fatale e pin-up, la Hepburn non ha curve, è magrissima, un bozzetto a matita che cammina.
La sua ambasciatrice ideale.
Per lei il marchese crea l’abito a sacco, la gonna a palloncino, l’abito a bustino; tutti capi che entrano nell’immaginario dell’eleganza e che ancora oggi non smettono di affascinare.
Inizia così il sodalizio professionale tra i due, Givenchy creò l’intero guardaroba per l’attrice in innumerevoli film, da “Colazione da Tiffany” a “Cenerentola a Parigi”, passando per “Vacanze Romane” e “Sciarada”.


L’ADDIO

Nel 1988, quattro decenni dopo il debutto, Hubert decide di ritirarsi, vendendo la sua maison e l’intero mondo fatato che la circondava al gruppo francese LVMH. Decise però di rimanere a capo della griffe e di disegnare lui stesso le collezioni fino al 1995, anno in cui ha avuto luogo a Parigi la sua ultima sfilata.
Sfilata alla quale partecipano commossi il compagno, Philippe Venet, e un nutrito gruppo di stilisti da Saint Laurent a Valentino, Kenzo, Mori, Lacroix e De La Renta.
Nel 1991 il Palais Galliera di Parigi gli dedica la retrospettiva “Givenchy 40 years of creation” raggruppando lì il lavoro di tutta una vita. In occasione dell’apertura della mostra il marchese dichiarò: “Il mio lavoro è stato la mia vita. Il mio mestiere è stato il più bel lavoro che potessi fare ed ecco perché l’ho amato così tanto, ed ecco perché l’ho scelto sin dall’inizio. Non smetterò mai di amarlo, mai.”

Ultima modifica ilMartedì, 20 Marzo 2018 11:47
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